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Biosensori per la diagnosi precoce dell'infezione da HIV

Diagnosi Biosensori

Data di pubblicazione: 01.05.2023

Attualmente nessun test diagnostico per l’HIV è in grado di eseguire un rilevamento nelle fasi appena successive all’avvenuta infezione. Ad oggi esiste un forte bisogno di sviluppare tecnologie point-of-care (POC) che siano robuste, convenienti, facili da utilizzare, portatili e che possiedano una sufficiente accuratezza per guidare il processo decisionale clinico.

La sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) è stata riconosciuta come una minaccia per l’umanità poiché in rapido aumento. Una diagnosi precoce di infezione da HIV risulta, quindi, di fondamentale importanza.

Attualmente esistono test diagnostici basati sul saggio dell’ELISA (Enzyme Linked ImmunoSorbent Assay) che, nonostante siano molto sensibili, richiedono un “window period” seguente all’infezione da HIV. Una rilevazione basata sul riconoscimento di markers, quali geni e proteine correlati all’HIV sembra essere una valida alternativa ai saggi immunologici, per i quali gli anticorpi richiedono un lungo periodo per essere sintetizzati.
Ad oggi, la ricerca in ambito diagnostico è focalizzata sullo sviluppo di biosensori dell’HIV costituiti da nanomateriali che consentirebbero di effettuare una rilevazione simultanea di più marker dell’HIV, aumentando la sensibilità e riducendo il numero di falsi positivi. Tuttavia, la maggior parte di questi studi sono in fase di sperimentazione clinica.

Le strategie di monitoraggio in laboratorio potranno essere rivoluzionate, in un futuro prossimo, attraverso lo sviluppo di sistemi semplici, accurati e low-cost, quali i test POC rapidi che, se maggiormente implementati, potranno rappresentare un approccio diagnostico innovativo che includerà metodologie di rilevamento utilizzabili anche da smartphone.

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BIBLIOGRAFIA






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